Studio sugli insetti, tra agricoltura e alimentazione

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Gli insetti sono gi√† alla base dell’alimentazione umana

¬†In Asia, Sud America, Africa e¬†Australia¬†ci sono i pi√Ļ grandi consumatori di¬†insetti: oltre 2 miliardi di persone che consumano pi√Ļ di 1700 specie edibili tra¬†cavallette, formiche e grilli. Una specialit√† alimentare apprezzata da circa 3mila gruppi etnici in 124 Paesi per l’alto contenuto di proteine e vitamine del¬†gruppo B.

Ma se noi cominciamo a mangiare insetti, loro sono da tempo ¬†predatori del nostro cibo. ”Dal 10% al 20% del cibo del mondo viene perso per colpa degli insetti e i danni pi√Ļ gravi sono nelle aree pi√Ļ povere del mondo”, √® il grido d’allarme lanciato da Pio Federico Roversi e Valeria Francardi, ricercatori del Centro ricerche agricoltura (Cra) per l’agrobiologia di Firenze, ricercatori che hanno appena redatto una sorta di atlante dei ‘buoni e cattivi‘ negli insetti, che comunque rappresentano oltre il 65% del totale della biodiversit√† tra circa 9 milioni di specie animali.

”Con riferimento alla sola Italia – sottolineano – le stime per difetto gi√† parlano di circa¬†500 milioni di euro¬†persi dal settore agricolo per fattori diversi, insetti inclusi, per mancata produzione in¬†castagneti,¬†oliveti, agrumeti, senza dimenticare¬†l’apicoltura¬†costretta a convivere con la Varroa e di recente con altri aggressori alieni come il¬†Piccolo coleottero¬†degli alveari e la Vespa velutina”.

Anche il pinolo, ingrediente essenziale del¬†pesto ligure, √® una produzione di nicchia italiana messa ko dalla¬†Cimice americanadelle conifere, ma i laboratori Cra, con un progetto del ministero delle Politiche agricole, hanno individuato e introdotto in Italia un nemico naturale che si riproduce nelle uova dell’insetto ”cattivo”. Tuttavia, ricordano i ricercatori Roversi e Francardi, ”√® folta la schiera di insetti buoni senza i quali scomparirebbero mele, arance, ciliegie, e le orchidee.

Se improvvisamente venissero a mancare gli insetti demolitori – ipotizzano i ricercatori – incaricati di avviare la degradazione della sostanza organica formata dalla mole di¬†foglie e rami¬†che nelle foreste ogni anno cade al suolo, stimata per le faggete italiane in oltre 2,7 tonnellate, questi boschi scomparirebbero nel volgere di qualche decennio, seppelliti sotto una montagna di detriti vegetali”.

Utile persino lo scheletro degli insetti: formato principalmente da Chitina, da cui si pu√≤ ottenere Chitosano, impiegato nei farmaci e per purificare l’acqua da pericolosi inquinanti. Pagella buona anche per gli insetti predatori o parassitoidi che impediscono ad altre specie di distruggere i raccolti o rendere taluni ambienti invivibili. Insomma, come per gli uomini, ci sono elementi buoni ed altri decisamente meno.

foto di Eligio Mariano Testa – Unaat Sardegna